Avvocato per ricorso al TAR avverso graduatoria concorso pubblico

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Il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) è un importante strumento giuridico che offre ai cittadini, alle aziende e alle organizzazioni la possibilità di fare appello contro atti amministrativi emessi da enti pubblici o da amministrazioni locali. Questo mezzo legale è fondamentale per garantire il rispetto dei diritti e delle leggi, oltre a consentire una revisione obiettiva delle decisioni prese dalla pubblica amministrazione. In questo articolo, offriremo ai nostri lettori un approfondimento su un argomento di forte attualità: quando cercare il supporto di un avvocato per ricorso al TAR avverso graduatoria concorso pubblico.

Cos’è il Tribunale Amministrativo Regionale

In primo luogo, è bene chiarire cos’è il Tribunale Amministrativo Regionale. Questo è comunemente noto come TAR. Si tratta di un’istanza giurisdizionale specializzata nella giustizia amministrativa. In Italia, esistono 33 TAR, uno per ogni regione, con competenza territoriale sulle controversie amministrative che coinvolgono le pubbliche amministrazioni locali e regionali.

Com’è composto il TAR?

Il TAR è composto da giudici specializzati nel diritto amministrativo e ha il compito di esaminare e decidere sulle controversie relative agli atti amministrativi. Gli atti amministrativi sono decisioni o provvedimenti emessi da enti pubblici, amministrazioni locali o regionali che influiscono sui diritti e gli interessi dei cittadini, delle imprese e delle organizzazioni.

Quando è possibile adire il Tribunale amministrativo regionale?

Per poter fare ricorso al TAR, è necessario che sussistano determinate condizioni e presupposti. In generale, il ricorso al TAR è possibile, in maniera esemplificativa e non esaustiva, quando si devono impugnare atti amministrativi. In questo senso, il ricorso al TAR può essere presentato solo contro atti amministrativi emessi da enti pubblici, amministrazioni locali o regionali. Gli atti amministrativi possono riguardare una vasta gamma di questioni, tra cui concessioni, autorizzazioni, licenze, espropri, ordinanze, sanzioni e altre decisioni simili.

Per fare ricorso al TAR, è necessario avere un interesse legittimo o un diritto soggettivo leso dall’atto amministrativo. Questo significa che il ricorrente deve dimostrare di essere direttamente coinvolto e interessato dalla decisione amministrativa. Il TAR non può esaminare le controversie in cui manca questa legittimazione.

Ricorso al TAR, quando si fa

Prima di rivolgersi al TAR, generalmente è richiesto l’esaurimento delle vie amministrative interne. Pertanto, un ricorso a TAR, quando si fa? Perché sia possibile avanzare un ricorso al TAR, è necessario che il ricorrente debba aver precedentemente presentato un ricorso o un reclamo all’ente che ha emesso l’atto amministrativo contestato, chiedendo la revisione della decisione. Solo dopo un’eventuale decisione sfavorevole dell’ente amministrativo è possibile adire il TAR.

Ancora, il ricorso al TAR deve essere presentato entro termini specifici stabiliti dalla legge. Questi termini variano a seconda del tipo di atto amministrativo e delle circostanze del caso. È fondamentale rispettare rigorosamente questi termini per evitare la decadenza del diritto di ricorso.

In ogni caso, il ricorso che viene presentato al TAR deve contenere una chiara richiesta di annullamento o riforma dell’atto amministrativo contestato. Il ricorrente deve indicare i motivi per cui ritiene che l’atto sia illegittimo o contrario alla legge e fornire prove a sostegno della sua posizione.

Ricorso al TAR contro un bando di concorso: la lex specialis

Il bando di concorso, noto anche come lex specialis o legge di gara, costituisce il documento principale per valutare la correttezza delle decisioni relative all’ammissione o all’esclusione dei candidati e alla loro successiva valutazione. Questo documento regola anche l’assegnazione dei punteggi ai candidati ammessi.

La lex specialis, e le norme di legge ad essa associate, detiene tutte le regole secondo le quali i candidati devono essere ammessi e valutati. Queste regole sono vincolanti, non solo per i candidati, ma anche per la commissione di concorso, la quale non può derogarle in alcun modo né interpretarle in maniera analoga.

Tuttavia, non sempre queste regole sobo espresse in modo chiaro e inequivocabile. Di conseguenza, la commissione di concorso può trovarsi a dover interpretare dubbi sull’applicazione delle norme, il che può portare a valutazioni che sembrano penalizzare ingiustamente i candidati.

In alcuni casi, questo può comportare l’esclusione dal concorso o, in alternativa, l’assegnazione di un punteggio inferiore a quanto previsto dal candidato, senza che il bando giustifichi in alcun modo tale decisione. In altre parole, la commissione di concorso può interpretare il bando in maniera più restrittiva rispetto a quanto fatto dal candidato.

Le norme di settore dei concorsi pubblici

Le selezioni pubbliche sono regolate dal principio generale del favor partecipationis, il quale stabilisce che le norme concorsuali di dubbia formulazione devono essere interpretate in modo tale da garantire il rispetto della legge e la massima partecipazione possibile. Di conseguenza, è considerato illegittimo qualsiasi atto con il quale la commissione applica criteri più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla lex specialis.

Le situazioni concrete sono varie ed eterogenee. Ad esempio, si è verificato il caso di una Pubblica Amministrazione che ha escluso un candidato a causa di una presunta irregolarità formale nella compilazione e presentazione dei formulari di candidatura. In questo caso, il TAR ha accolto il ricorso presentato dal candidato escluso, poiché il bando non prevedeva l’esclusione per l’irregolarità contestata dalla commissione.

Le valutazioni illegittime della commissione di concorso 

Le valutazioni della commissione possono essere illegittime e dannose per il candidato, anche quando comportano l’ammissione di un altro candidato, che successivamente risulta vincitore del concorso. Il danno può avvenire anche quando quest’ultimo ottiene un punteggio superiore a causa di un’errata applicazione del bando. In questi casi, il candidato danneggiato può impugnare la graduatoria nella parte in cui è stato ammesso l’altro candidato o nella parte in cui quest’ultimo ha ottenuto ingiustamente i punti necessari a superarlo in graduatoria.

Avvocato: come fare ricorso al TAR avverso graduatoria concorso pubblico?

In ogni caso, prima di presentare un ricorso al TAR, si consiglia di consultare un avvocato specializzato nel diritto amministrativo. Si potrebbe anche decidere di fare ricorso al TAR senza avvocato. Tuttavia, un avvocato diritto amministrativo sarà in grado di valutare la validità del caso e fornire orientamento legale. Lo Studio Legale Parente Bianculli & Associati offre la consulenza del miglior avvocato amministrativista Roma. Sito in Viale delle Milizie 96, in zona Roma Prati (numero 06 3975 4846, indirizzo mail [email protected]), è accreditato tra i migliori studi legali diritto amministrativo Roma

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